quanti modi di fare e rifare… i cantucci
gennaio 8th, 2012 § 16 commenti
Sul mio smartphone, qualche giorno fa, ho scaricato un’applicazione che si chiama Do it (tomorrow): è un diario con due giorni soltanto (oggi e domani), dedicato ai procrastinatori. Questo per spiegare perché, in tutti questi mesi, io non abbia mai partecipato a Quanti modi di fare e rifare: puntualmente mi ricordavo della ricetta del mese mentre ero al lavoro, o sul treno, o a una festa danzante. Bene, per non smentirmi troppo anche questa volta sono arrivata sul filo di lana.
I cantucci, dunque, dicevamo. I cantucci io li amo, ma non li faccio quasi mai, chissà perché (forse perché li finisco tutti in mezza giornata?). Gli ingredienti sono pochi, e quindi è *fondamentale* che siano ottimi. In effetti la parte più lunga è stata proprio trovare quelli migliori: le uova di galline felicissime (quelle sulla confezione di Bargero Cascina Moneta sembrano belle vispe) e il burro del caseificio Carena (del quale vi parlerò a breve perché mi sa tanto che è nato l’amore) li ho trovati al Banco di Garabombo, la farina e le mandorle bio a Viareggio, il limone non trattato all’Unes qui di fianco, il vin santo a casa di mia mamma, lo zucchero da Naturasì. Una vera Ricerca Perigliosissima.
E quindi ecco la ricetta. Tra parentesi le dosi originali di Tiziana.
ingredienti
(1 kg di farina 0) 210 grammi di farina di grano tenero (tipo 2)
(1/2 chilo di mandorle non pelate) 180 g
(700 g di zucchero) 150 grammi di zucchero grezzo
(7/8 uova) 2 uova felicissime
(1 bustina di lievito per dolci) 1 cucchiaino scarso di cremor tartaro
25 g di burro fuso
1 pizzico di sale
(succo e scorza di limone) la scorza grattugiata di un limone
(latte qb) un paio di cucchiai di latte
un cucchiaio di vinsanto o acqua
Scaldate il forno a 180° e tostate leggermente le mandorle, bastano 5 minuti, poi ricordatevi di non spegnerlo (ehm), perché dovrete cuocere i biscotti (vi ricordate? Siamo qui per questo).
In una ciotola mischiate gli ingredienti secchi, unite la scorza grattugiata del limone, le uova leggermente battute (tenendo da parte mezzo tuorlo), il burro fuso e raffreddato, il vinsanto (o l’acqua). La ricetta tradizionale non prevede l’uso del burro: potete ometterlo e aggiungere, se serve un cucchiaio di liquido in più. Impastate brevemente e lasciate riposare l’impasto mezz’ora coperto a campana. Formate dei filoncini leggermente schiacciati, larghi 4 cm e alti 1 cm circa, che disporrete su una teglia rivestita di carta forno. Mischiate il mezzo tuorlo avanzato con il latte e spennellatelo sui filoncini, se li volete lucidare un po’. Infornate per una ventina di minuti, dovranno essere dorati. Non spegnete il forno! Quando i filoncini si saranno intiepiditi prendete un coltello da pane e tagliateli a fette di un centimetro e mezzo circa. Disponete i vostri cantucci ben allineati sulla teglia e infornateli ancora per 8/10 minuti. Lasciateli raffreddare e conservateli in una scatola di latta, ché così restano belli croccanti.
Ovviamente la morte loro è il vinsanto: io li sommergo e me li dimentico per un paio di minuti e sono una roba, però la mattina è meglio di no, e allora vi dirò: sono buoni anche nel tè.


Barbara, grazie della partecipazione.
Beata te che sei riuscita a trovare tutti questi ingredienti d’eccellenza, ti invidio ;.)
Un abraccio, torno dopo con calma a leggere ben bene tutto
Ciao cara Barbara, grazie mille per esserti unita a noi con questi favolosi cantucci! Un abbraccio e buona domenica
Anche a me piacciono molto col tè!! Ciao!!
infatti è tutto il giorno che bevo tè
Benvenuta tra noi…è vero si finiscono in un attimo, è il problema di questi dolcetti!!! Complimenti per il tuo blog, molto molto carino ho dato un’occhiata! baci e buona domenica!
che foto… che foto…
ho una macchina fotografica tutt’altro che professionale… diciamo che photoshop è un buon alleato
ciao Barbara, benvenuta nel club!! I tuoi cantucci sono veramente molto belli, mi piacciono le tue “correzioni” alla ricetta, proverò a farli anche alla tua maniera
meglio tardi che mai
ottima anche la tua versione di questi buonissimi biscotti! che ahimè finiscono davvero troppo in fretta!
@anna, ornella, elena, stefania, vicky: grazie mille e buona domenica anche a voi!
Che belli che sono anche i tuoi
Belli, buoni e sgranocchiosi, me ne sono innamorata al primo assaggio. Come ti invidio quelle uova di gallina felicissima! Piacere di consocerti, buona settimana e a presto
Ciao Barbara, e complimenti anche a te per i tuoi cantucci!
grazie! ora mi faccio un giro sul tuo blog.
dei cantucci con uova di gallina felicissima ti faranno senz’altro aprire un sorrisone al primo assaggio!
benvenuta, quell’applicazione dovrei scaricarmela anch’io ma mi servirebbe a vita, due giorni mi fanno un baffo!
grazie dauly! il segreto di un procrastinatore di professione è rimandare gli impegni da un giorno con l’altro. non te ne accorgi nemmeno ed è già passato un mese. e poi due. e poi tre.
Sono tornata per leggerti con calma, ne è valsa la pena. Mi piacciono da morire le uova felici, ma quanto mi piacciono!!
Grazie carissima