panettone con il licoli

22 dicembre 2011 § Lascia un commento


Appena in tempo! Questi panettoni li ho sfornati questa mattina alle 7.
Pensavo di metterci molto di più, invece evidentemente il mio licoli è diventato portentoso. Incontenibile, al punto che l’altra sera me lo sono trovato che andava a zonzo per il forno.
Ma andiamo con ordine.
La ricetta è della solita Anna, questa volta ho modificato qua e là, perché l’impasto mi veniva troppo molle. Colpa della farina, forse, o delle uova enormi. Ho raddoppiato le dosi per ottenere tre panettoni da mezzo chilo l’uno. Sono buoni buoni in modo assurdo. Unico appunto: la prossima volta devo decisamente aumentare le dosi di uvetta e canditi, non si vedono quasi.

ingredienti
primo impasto
500 g di farina bio di tipo 0
90 g di zucchero
una stecca di vaniglia
90 g di burro morbido
160 g di acqua tiepida
150 gr di licoli
4 tuorli d’uovo

secondo impasto
190 g di farina bio di tipo 0
60 g di latte tiepido
3 tuorli d’uovo
un cucchiaio di miele
35 g di zucchero
100 g di burro morbido
due manciate abbondanti di uvetta ammollata
una manciata di scorza di cedro candita
un cucchiaino di sale

La sera del primo giorno ho sciolto il licoli nell’acqua. Ho aggiunto lo zucchero, i tuorli battuti, la farina setacciata, i semini della bacca di vaniglia e ho iniziato a impastare, aggiungendo il burro poco alla volta. Ho lasciato lievitare coperto tutta la notte in luogo tiepido: l’impasto deve quadruplicare.
La mattina volevo mettere l’impasto in frigorifero per fermare la lievitazione e invece mi sono dimenticata. Sono tornata a casa la sera e l’impasto aveva invaso il piano del forno. Per fortuna, previdentemente, avevo coperto tutto con carta antiaderente.
La sera del secondo giorno, dunque, ho amalgamato gli ingredienti del secondo impasto (tranne l’uvetta e il cedro candito) nell’ordine in cui sono scritti, poi ho unito il tutto al primo impasto, ho aggiunto l’uvetta e ho impastato ancora qualche minuto.
Ho diviso l’impasto in tre e ho riempito tre forme per panettone da mezzo chilo. Ho spennellato con un po’ di burro fuso e ho messo a lievitare una notte nel forno spento con luce accesa, senza coprire (il burro presente nell’impasto dovrebbe evitare che la superficie si secchi, e così è stato).
Questa mattina alle 6 i panettoni erano ben lievitati: erano più che triplicati, con una bella cupola gonfia. Ho fatto un taglio a croce, acceso il forno a 180° e sono andata a fare la doccia. Quando sono uscita il forno aveva raggiunto la temperatura. Ho infornato i panettoni per una quarantina di minuti, abbassando a 170° per gli ultimi 10 minuti. Ho sfornato, infilzato con dei ferri da maglia e appeso i panettoni a testa in giù qua e là per la casa. E siccome erano le 7, era ancora presto e dovevo fare colazione, a un certo punto non ho resistito e ne ho tagliato uno. Non vi dico il profumo. Anzi, ve lo dico: era il profumo di panettone appena sfornato, che io non l’avevo mai sentito com’era. È buono. E anche il panettone sfornato da poco, ancora tiepido, neanche quello avevo mai sentito com’era. È buono. Se vi capita di farlo secondo me non resistete neanche voi. Per fortuna ne ho tre.

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