biscotti da inzuppo vegan

16 maggio 2012 § 4 commenti

Questa ricetta nasce da un post di Herbs. Mi piacevano un sacco i suoi savoiardi vegan, ma non mi andava proprio giù l’uso della margarina nell’impasto. Come sostituzione subito pensato al metodo Montersino, che spesso nelle frolle sostituisce il burro montando l’uovo con l’olio come nella classica maionese, in modo che le molecole dell’acqua vengano inglobate dalla componente grassa e si riproduca la friabilità tipica di una frolla al burro. Eh, peccato che le uova siano un prodotto animale, e io ormai mi ero messa in testa di fare i biscotti vegani e dunque ho ripiegato sulla maionese vegan con latte di soia, pur con qualche dubbio, perché l’unica volta che l’ho preparata è venuta liquidissima. Poi, domenica, il lampo di genio. Stavo preparando una crema per il viso (se fate i bravi poi metto anche di quella) e la ricetta prevede di sciogliere la lecitina di soia in acqua e di montare il composto con l’olio, il tutto a caldo. CI PREPARO LA MAIONESE, ho pensato. Poi ho scoperto che sull’internet c’è già chi lo fa, ma lì per lì mi sono sentita Copernico. Così, oltre a prepararci la crema per il viso e la maionese, con la lecitina ci ho fatto pure i biscotti. Lecitina is the new black. Poi non si dica che non sono eclettica e cucino solo pani e focacce.

ingredienti
230 g di farina
10 g di fecola di patate
35 olio
20 lecitina
35 acqua
80 g di zucchero di canna
70 g di latte di soia
1 cucchiaio sciroppo di kamut
1 cucchiaino di lievito vanigliato
granella di zucchero per guarnire

Versare in un bicchiere resistente al calore o in un pentolino la lecitina di soia con l’acqua e scaldarla a bagnomaria. Non deve bollire, sarà pronta quando inizieranno a formarsi delle bollicine. Togliete dal fuoco, mettete a scaldare l’olio e nel frattempo frullate con un frullatore a immersione la lecitina. Il composto diventerà quasi subito bianco e denso. Iniziate a versare l’olio poco alla volta, continuando a frullare. Ci vorrà pochissimo. Io ho provato anche il procedimento a freddo, ma il risultato non mi ha soddisfatta, per cui consiglio anche a voi di scaldare il tutto.
La base grassa è pronta. In una ciotola setacciate le farine con il lievito. Aggiungete lo zucchero di canna, il latte, lo sciroppo di kamut e per finire la finta maionese. Amalgamate velocemente fino a ottenere un composto decisamente appicicoso. Lasciate riposare in frigorifero per circa un’ora.
Accendete il forno a 180°, formate i biscotti: se vi inumidite abbondantemente le mani dovreste riuscire a formare delle palline tonde, più o meno. Aiutatevi con un cucchiaino e disponetele su una teglia rivestita di carta forno schiacciandole leggermente (tenderanno comunque a espandersi), ricoprite di granella di zucchero e infornate finché i biscotti non sono dorati. Rimangono piuttosto morbidi e sono decisamente meglio il giorno dopo. Superano brillantemente anche la prova dell’inzuppo. Tra l’altro 35 g di olio sono una miseria, quindi sono buoni e non vi sentite neppure in colpa.

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biscotti al burro di arachidi

7 marzo 2012 § 2 commenti

Un po’ di tempo fa bazzicavo per l’internet e mi son messa a leggere un post che parlava della misteriosa capacità del burro di arachidi di manifestarsi sotto forma di voglia impellente per poi finire dimenticato in un angolo dopo appena un assaggio. Il burro di arachidi come metafora della vita. Io quel post non sono più riuscita a ritrovarlo, o l’avrei linkato, comunque secondo me l’aveva scritto Cloridrato di Sviluppina. Però magari mi sbaglio.
Va bene, comunque dopo aver letto quel post ho comprato non uno, ma DUE barattoli di burro di arachidi, in versione smooth e crunchy (perché non ci facciamo mancare niente) che ora sono lì che mi fissano. Va bene, per farla breve, qualche giorno fa ho deciso di dire NO alla discriminazione del burro di arachidi e ho preparato dei biscottini. La ricerca della ricetta è stata ardua: il burro di arachidi ha un milione di calorie, dunque ne cercavo una versione che non prevedesse *anche* l’uso del burro, ma gli operatori booleani non mi sono venuti in aiuto: provate voi a cercare “burro di arachidi -burro su google: esce solo il link della camera di commercio di Roma. Comunque, dopo un po’ di ricerche e adattamenti, eccoli qui.

ingredienti
320 g farina
220 g burro d’arachidi (io ho usato quello crunchy, con i pezzetti di arachide)
160 g zucchero semolato
170 g zucchero mascobado
3 uova
1 cucchiaino di lievito
mezzo cucchiaino sale

La preparazione è semplicissima. Scaldate il forno a 180°. Lavorate il burro di arachidi (lasciato a temperatura ambiente) fino a ottenere un composto liscio. Aggiungete lo zucchero mascobado, quello semolato, la farina setacciata insieme al lievito, il sale e le uova sbattute, impastate velocemente e formate delle palline. Disponetele ben distanziate su una teglia rivestita di carta forno e schiacciatele con una forchetta prima in un verso e poi nell’altro, formando un disegno a griglia. Infornate per una quindicina di minuti. Dovranno risultare leggermente dorati. Non esagerate, perché tendono a diventare molto croccanti, una volta freddi. Io vi ho avvisati. Lasciateli raffreddare e trasferiteli in una scatola di latta. Si conservano piuttosto a lungo.

speculoos

2 febbraio 2012 § 2 commenti

Con oggi fanno circa 493.056 giorni che non pubblico una ricetta. Ho almeno 5 post in attesa di essere scritti e pochissimo tempo per farlo. Ok, non è vero. Ho almeno 5 post in attesa di essere scritti e il tempo che mi servirebbe per farlo mi serve per recuperare sei stagioni del Doctor Who. Sei stagioni, capite? È un lavoro impegnativo. Tipo che questa ricetta di oggi, che sicuramente ho copiato da qualcun altro, l’ho fotografata *un mese fa*.
Allora, gli speculoos, dicevamo. Quindi: un’altra ricetta belga, perché ero in pieno trip belga, un’altra preparazione velocissima (erano un regalino veloce dell’ultimissimo minuto), altri biscotti. Una ricetta perfetta per riprendere confidenza con nanocucina e prepararmi alla prossima edizione di quanti modi di fare e rifare, che ridendo e scherzando è tra TRE GIORNI. Sempre a proposito di procrastinare. Per fortuna ora c’è di mezzo il weekend.
Dunque gli speculoos in Belgio non li ho mangiati, ma li ho visti spesso sia in forma solida che sotto forma di crema spalmabile, che oggi, dopo aver assaggiato i biscotti, immagino abbia il sapore del cibo degli dei.

ingredienti
185 g di farina bianca
135 g di zucchero Mascobado
1 cucchiaio di cannella in polvere
70 g di burro morbido
25 g di latte
una punta di cucchiaino di bicarbonato

Mescolate tutti gli ingredienti secchi. Aggiungete il burro ammorbidito e tagliato pezzetti e amalgamatelo velocemente strofinandolo tra le dita, come fate per la frolla, cercando di scaldarlo il meno possibile. Aggiungete il latte, compattate l’impasto e formate una palla. Mettetela in frigorifero per un’ora circa, nel frattempo scaldate il forno a 150°. Stendete a 3/4 mm di spessore, ritagliate in forme rettangolari, più o meno regolari, e informate per una ventina di minuti: dovranno assumere un bel colore bruno, ma soprattutto, una volta freddi, dovranno risultare *molto croccanti*. Potete conservarli nella solita scatola di latta, se raddoppiate o triplicate le dosi, altrimenti secondo me li finite subito.

biscotti Regina

10 gennaio 2012 § 6 commenti

I biscotti Regina originali li ho assaggiati la prima volta a Bologna, ma in realtà ero incappata nella ricetta un sacco di tempo fa. Sono dei biscotti tipici siciliani, poco dolci, pieni di semini (e a noi piacciono i semini) e, ho scoperto, privi di uova e poverissimi di grassi: per mezzo chilo di farina ho usato solo 50 grammi di strutto. Quasi un biscotto salutare, insomma. E poi sono buonissimi. Il trucco consiste nell’utilizzo dell’ammoniaca per dolci (o carbonato di ammonio) come agente lievitante. La potete trovare nei supermercati più fornite, in alcune drogherie, oppure in farmacia. Mi raccomando, perché senza non è *assolutamente* la stessa cosa: grazie all’ammoniaca si ottiene un biscotto friabile ma al tempo stesso perfetto per l’inzuppo.

ingredienti
500 g di farina
150 g di zucchero semolato
50 g di strutto
150 g di semi di sesamo
acqua e latte (metà e metà) qb
15 gr. di ammoniaca per dolci
un pizzico di sale

Accendete il forno a 200°. Sbriciolate lo strutto nella farina come fareste con la frolla. Aggiungete lo zucchero, l’ammoniaca per dolci, il pizzico di sale e iniziate a impastare, aggiungendo la miscela acqua e latte fino a ottenere un impasto piuttosto sodo, tipo quello del pane. Formate dei salsicciotti più o meno lunghi (quelli che ho assaggiato io sembravano dei grossi grissini spezzati), rotolateli nei semi di sesamo e disponeteli su una teglia rivestita di carta forno. Fateli cuocere 20/25 minuti: devono essere ben abbrustoliti (quasi bruciacchiati, mi vien da dire). Si conservano molto a lungo in una scatola di latta e sono ottimi, ma veramente ottimi, inzuppati nel passito.

Con questa ricetta partecipo al concorso Basta! Lunedì dieta! di Dolcizie d’Autunno e Arte in Cucina.

quanti modi di fare e rifare… i cantucci

8 gennaio 2012 § 16 commenti

Sul mio smartphone, qualche giorno fa, ho scaricato un’applicazione che si chiama Do it (tomorrow): è un diario con due giorni soltanto (oggi e domani), dedicato ai procrastinatori. Questo per spiegare perché, in tutti questi mesi, io non abbia mai partecipato a Quanti modi di fare e rifare: puntualmente mi ricordavo della ricetta del mese mentre ero al lavoro, o sul treno, o a una festa danzante. Bene, per non smentirmi troppo anche questa volta sono arrivata sul filo di lana.

I cantucci, dunque, dicevamo. I cantucci io li amo, ma non li faccio quasi mai, chissà perché (forse perché li finisco tutti in mezza giornata?). Gli ingredienti sono pochi, e quindi è *fondamentale* che siano ottimi. In effetti la parte più lunga è stata proprio trovare quelli migliori: le uova di galline felicissime (quelle sulla confezione di Bargero Cascina Moneta sembrano belle vispe) e il burro del caseificio Carena (del quale vi parlerò a breve perché mi sa tanto che è nato l’amore) li ho trovati al Banco di Garabombo, la farina e le mandorle bio a Viareggio, il limone non trattato all’Unes qui di fianco, il vin santo a casa di mia mamma, lo zucchero da Naturasì. Una vera Ricerca Perigliosissima.
E quindi ecco la ricetta. Tra parentesi le dosi originali di Tiziana.

ingredienti
(1 kg di farina 0) 210 grammi di farina di grano tenero (tipo 2)
(1/2 chilo di mandorle non pelate) 180 g
(700 g di zucchero) 150 grammi di zucchero grezzo
(7/8 uova) 2 uova felicissime
(1 bustina di lievito per dolci) 1 cucchiaino scarso di cremor tartaro
25 g di burro fuso
1 pizzico di sale
(succo e scorza di limone) la scorza grattugiata di un limone
(latte qb) un paio di cucchiai di latte
un cucchiaio di vinsanto o acqua

Scaldate il forno a 180° e tostate leggermente le mandorle, bastano 5 minuti, poi ricordatevi di non spegnerlo (ehm), perché dovrete cuocere i biscotti (vi ricordate? Siamo qui per questo).
In una ciotola mischiate gli ingredienti secchi, unite la scorza grattugiata del limone, le uova leggermente battute (tenendo da parte mezzo tuorlo), il burro fuso e raffreddato, il vinsanto (o l’acqua). La ricetta tradizionale non prevede l’uso del burro: potete ometterlo e aggiungere, se serve un cucchiaio di liquido in più. Impastate brevemente e lasciate riposare l’impasto mezz’ora coperto a campana. Formate dei filoncini leggermente schiacciati, larghi 4 cm e alti 1 cm circa, che disporrete su una teglia rivestita di carta forno. Mischiate il mezzo tuorlo avanzato con il latte e spennellatelo sui filoncini, se li volete lucidare un po’. Infornate per una ventina di minuti, dovranno essere dorati. Non spegnete il forno! Quando i filoncini si saranno intiepiditi prendete un coltello da pane e tagliateli a fette di un centimetro e mezzo circa. Disponete i vostri cantucci ben allineati sulla teglia e infornateli ancora per 8/10 minuti. Lasciateli raffreddare e conservateli in una scatola di latta, ché così restano belli croccanti.
Ovviamente la morte loro è il vinsanto: io li sommergo e me li dimentico per un paio di minuti e sono una roba, però la mattina è meglio di no, e allora vi dirò: sono buoni anche nel tè.

Appuntamento al 6 febbraio con le Fettuccine dolci

Biscotti di segale integrale

8 ottobre 2011 § Lascia un commento

Tra i cibi consolatori, subito dopo le zuppe e le polpette, vengono i biscotti.
Questi sono nati ieri sera, dopo un momento di sconforto.
In casa avevo della farina di segale che si solito uso per fare il pane e avevo voglia di biscotti un po’ rustici per la colazione. Questa volta non ho seguito nessuna ricetta, solo l’ispirazione, e devo dire che il risultato mi soddisfa molto, anche se si allontana un po’ dall’idea di partenza.
La dose è per circa 24 biscotti.

ingredienti

100 g di farina 0 bio
50 g di farina di segale integrale bio
15 g di fiocchi d’avena
80 g di burro ben freddo
70 g di zucchero di canna
1 cucchiaino abbondante di lievito (io ho un barattolo di baking powder da un chilo, un cucchiaino dovrebbe equivalere a mezza bustina di lievito per dolci)
una manciata abbondante di uvetta
1 uovo
1 pizzico di sale
15 g di cioccolato amaro grattugiato (può essere sostituito tranquillamente con del cacao amaro)
la scorza di mezzo limone grattugiato
2/3 cucchiai di latte intero

Scaldate il forno a 180°.
Fate ammollare l’uvetta in un bicchiere d’acqua tiepida, scolate e strizzate.
Versate le farine in una ciotola. Tagliate il burro a pezzi e “sfarinatelo”, strofinandolo tra le punte delle dita insieme alla farina fino a ottenere un composto granuloso. Unite il resto degli ingredienti secchi, mischiando bene, e poi l’uovo. Impastate velocemente schiacciando il composto, che tenderà a sbriciolarsi, e aggiungete qualche cucchiaio di latte. quel tanto che basta per riuscire a compattare il tutto. Io ho lasciato l’impasto abbastanza morbido, perché la farina di segale tende a creare il famigerato effetto “truciolato”.
Formate delle palline e schiacciatele leggermente, disponendole ben distanziate (crescono e si allargano parecchio) su una teglia rivestita di carta forno e fate cuocere a 180° per una decina di minuti, o fino a quando i bordi saranno leggermente dorati. Appena sfornati sono molto morbidi, sembrano quasi delle tortine, ma man mano che si raffreddano assumono una consistenza più compatta, anche se non saranno mai dei biscottini croccanti. La prossima volta proverò a farli con un lievito diverso.
Si conservano benissimo in una scatola di latta e sono ottimi se serviti con un tè agrumato.

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