polpette di cavolfiore

8 novembre 2011 § Lascia un commento

Uno si chiede perché tutti amino le polpette. Le polpette, non il polpettone, che è diverso, perché si deve fare a fette e poi magari in pentola, mentre lo giri, ti si rompe, che è una cosa che fa sempre girare le palle. Le polpette sono piccole, morbide e si possono mangiare con le dita. E iddio sa se non abbiamo bisogno di cose piccole e morbide da mangiare con le dita di questi tempi, signora mia. E sono sostenibili, perché ti permettono di smaltire gli avanzi senza troppi pensieri: si mischia tutto insieme e via, dopo è difficile che faccia schifo. Poi in casa avevo questo mix di spezie che avevo preso in un negozio russo vicino a casa e non sapevo come usare. L’ho usato per le polpette, son venute buone.

ingredienti
1 cavolfiore
100 g di pane secco
1 uovo
40 g di pecorino
250 g di latte
100 g di acqua
1 cucchiaio di tahine
1 cucchiaio abbondante di mix di spezie (nel mio caso: sale, cipolla in polvere, pepe nero macinato, timo, menta, coriandolo, basilico, cannella, aglio in polvere)
sale qb
pangrattato qb

Fate cuocere il cavolfiore, pulito e cimato, in acqua salata con un cucchiaio di aceto. Tagliate il pane in piccoli pezzi e lasciatelo ammorbidire per una mezz’ora almeno nel mix di latte e acqua che avrete fatto bollire, poi strizzatelo benissimo.
Schiacciate grossolanamente il cavolfiore e mischiatelo con il pane, il pecorino, le spezie, un po’ di sale, la tahine. Lasciate intiepidire, aggiungete l’uovo e, eventualmente aggiungete tanto pangrattato quanto ne occorre per ottenere una consistenza polpettosa (io circa 4 cucchiai). Impastate bene e  fate riposare per un’altra mezz’ora, così tutti gli ingredienti si amalgamino per bene e si preparano a trasformarsi in polpetta. Nel frattempo scaldate il forno a 200° e guardate un episodio della vostra comedy preferita del momento. Formate le polpette, passatele nel pangrattato e disponetele in una pirofila leggermente unta. Infornate per una ventina di minuti (o finché non saranno ben dorate), girandole a metà cottura. Sono buone calde, tiepide e fredde.

polpette di quinoa e melanzane

8 ottobre 2011 § 1 Commento

Non so voi, ma io non conosco nessuno che sappia dire NO a una polpetta. Le polpette si mangiano anche se sono mediocri, perché sono tanto piccole e carine, spopolano alle feste e si possono fare con tutto quello che si vuole.

Caso vuole che in casa avessi delle melanzane del mio spacciatore di fiducia e un paio di pomodori che imploravano pietà. In frigorifero un uovo solitario mi fissava dalla sua confezione. In dispensa ho trovato un pacco di quinoa ancora da aprire del quale mi ero completamente dimenticata.

Tutti i segni sembravano condurmi alla Polpetta. E chi sono io per oppormi al destino?

gli ingredienti

100 g quinoa
1 melanzana
un quarto di cipolla
1 pomodoro
20 g pecorino grattugiato
basilico fresco tritato (5/6 foglie)
1 uovo
2/3 cucchiai di farina
olio
pepe qb
sale qb

Lavate molto bene la quinoa (per eliminare la saponina, che la rende amara) e fatela cuocere in un pentolino con la quantità d’acqua pari al doppio del suo volume. Salate leggermente. Capirete che è pronta quando i chicchi saranno ben gonfi e aperti. Non dovrebbe esserci bisogno di scolarla, perché durante la cottura dovrebbe assorbire tutta l’acqua. Nel frattempo tritate la cipolla e mettetela a rosolare con poco olio. Quando sarà morbida (non bruciacchiata, morbida!) aggiungete le melanzane tagliate a cubetti non troppo grandi (1 cm circa), fatele saltare qualche minuto e aggiungete il pomodoro a cubetti e portate a cottura. Non aggiungete acqua: dovrà essere molto asciutto, quasi tostato. Lasciate raffreddare le verdure e la quinoa. Quando saranno tiepide versatele in una ciotola e unite il pecorino, il basilico, l’uovo leggermente battuto e per ultima la farina. L’impasto dovrà essere abbastanza sodo da formare delle polpette. Se fosse troppo molle (della consistenza di una frittella, per intenderci) aggiungete ancora un po’ di farina, senza esagerare. Lasciate riposare una decina di minuti e formate le polpette. Potete cuocerle come preferite: io le ho fatte saltare in padella con poco olio, circa 5 minuti per lato, ma potete anche farle cuocere in forno preriscaldato a 200 g.

Apro una parentesi: la quinoa mi è particolarmente simpatica da quando ho scoperto che è una parente dello spinacio. Sembra un cereale e invece non lo è, è un’ottima fonte di carboidrati e in più ha un alto valore proteico. Insomma sarebbe, tipo, l’alimento perfetto. Capito perché mi piace particolarmente? Se si vogliono chicchi ben separati (non è questo il caso) andrebbe leggermente tostata prima della cottura.

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